
TERRORE PER UNA FAMIGLIA MAROCCHINA: AGGREDITI CON PERCOSSE E INSULTI RAZZIALI
Como, via Pasquale Paoli: sono stati momenti di terrore quelli vissuti da una famiglia di nazionalità marocchina – padre, moglie e figlia – ieri pomeriggio intorno alle 17.30. All’altezza dell’incrocio della “Ca’ morta” è scoppiata una lite per motivi di viabilità tra il padre e due giovani italiani che viaggiavano a bordo di un’altra vettura. Dapprima l’uomo marocchino è stato aggredito solo verbalmente, anche con pesanti insulti a sfondo razziale. Poi i due giovani sono passati alle mani e hanno colpito al volto l’uomo con il calcio di una pistola ad aria compressa. Nella colluttazione è rimasta ferita anche la moglie dell’uomo che aveva cercato di intervenire per aiutare il marito. Il tutto si è svolto sotto gli occhi terrorizzati della figlia che, intanto, ha trovato la lucidità per impugnare il suo videofonino e riprendere la scena. La famiglia è riuscita poi a fuggire e ad allontanarsi in auto ma è stata inseguita dai due giovani che si erano accorti di essere stati ripresi. I due aggressori sono riusciti a costringere l’uomo che guidava ad accostare e a entrare nel parcheggio del vicino supermercato LD. Lì hanno continuato l’aggressione e nel tentativo di sottrarre il telefonino della ragazza le hanno provocato alcune contusioni. L’arrivo delle volanti della polizia della questura di Como ha fatto fuggire definitivamente i due giovani aggressori. Per il padre e la madre la prognosi è di 25 giorni, per la figlia, invece, le contusioni sono state giudicate guaribili in 3 giorni. I successivi accertamenti hanno permesso agli agenti di polizia di rintracciare gli aggressori che sono stati denunciati.
fonte:quicomo.it
08 gennaio 2012
COMO ED I SUOI CONDONI
Nel 2010 si era scoperto che il Comune di Como aveva ancora più di 3500 richieste di condono da evadere. Soldi mai riscossi dall’amministrazione comunale attuale, a quanto pare, ci sono pratiche vecchie a limite della prescrizione. Cosa vuole dire, i cittadini che avevano avanzato la richiesta di condono sono in regola ma senza aver pagato il dovuto al Comune, cioè ai cittadini e parliamo di tanti milioni di euro. Così come la regolarizzazione degli affitti, cosa si sta facendo? Hanno provveduto a rinnovare i contratti di affitto delle case? degli esercizi commerciali? e non dimentichiamo i tanti discussi garage. Speriamo che almeno sotto Natale meglio dire, sotto il Natale dei politici, che festeggiano ogni 5 anni prima delle elezioni, ci diano una volta e per sempre una risposta chiara e trasparente. Non è mai possibile che un Comune come quello di Como , non ha i soldi neanche per spalare la neve, lasciando i cittadini allo sbaraglio, nonostante paghino milioni di euro per avere i servizi.
Dove vanno a finire i soldi che paghiamo ogni mese al Comune? Tutte le contravvenzioni che la Polizia Locale contesta ai trasgressori? già dimenticavo…premi da 15 mila euro a chi non meritava, rinnovato lo studio del sindaco e tante giunte inutili, come diceva il buon Totò: “E IO PAGO”.
Sono del parere che nelle prossime elezioni, si votino, non i soliti dipendenti comunali che stanno lì da 40 anni a dire e fare le solte cose, senza risultato, ma bisognerebbe dare una svolta questa bella città, votare i tecnici, con competenze e un bel curriculum e vedrete che questa città cambierà dall’oggi al domani. Magari non avere paura di cambiare, anche una lista civica potrebbe andare bene l’importante che siano persone competenti.
BUON NATALE
Antonio
SI TORNA ALLA NORMALITA'
Chiude il lungo lago
Oggi 31 ottobre chiude il lungo lago, si torna nuovamente al cantiere infinito. Il Sindaco ha già ammesso di non sapere quanto dureranno i lavori, torniamo a vedere le proteste inascoltate dei cittadini, gli uomini del FLI continueranno con i lori gazebi, la giunta continuerà a parlare e parlare e ancora a parlare di PARATIE.
Però non abbiate paura, gli stessi politici dell’attuale giunta, quelli che dovevano fare dimettere il Sindaco e poi salvato in extremis e non si sa per quale motivo, ovvero, si sa, ma non possiamo dirlo, perché noi cittadini saremmo dei bugiardi e rischieremmo una querela per diffamazione, anche se di diffamazione c’è poco, ma non possiamo provarlo, solo i muri del Comune posso raccontarcelo, ma non possono parlare. In ogni modo, questi sig.ri “POLITICI” festeggeranno fra qualche mese il loro Natale, saranno più buoni, saranno più amici, tutto ciò per elemosinare qualche voto, dopo torneremo tutti come prima, senza diritto di parola. E se manifesti solo CAVOLI AMARI…
FATTO PERSONALE CONTRO RAPINESE?
Ieri abbiamo assistito ad un comportamento veramente incredibile da parte del vice Presidente del consiglio comunale Saladino, che sostituiva il Presidente Mario Pastore.
Era in corso la discussione su un emendamento alla delibera sul recupero dell’ex albergo San Gottardo. Rapinese ha chiesto una sospensione “di 30 secondi” per visionare l’emendamento, ammettendo che era colpa sua se non lo aveva visionato prima, visto che l’emendamento era stato già consegnato a tutti i consiglieri in tempo utile. Il vicepresidente del consiglio comunale, Bruno Saladino (PD), non ha acconsentito alla sospensione, spiegando, appunto, che il consigliere aveva già avuto tutto il tempo per potere leggere il testo dell’emendamento. Rapinese ha quindi chiesto una sospensione “di un quarto d’ora per confrontarmi con il gruppo misto sull’emendamento”. Anche in questo caso Saladino non ha acconsentito asserendo che non era facoltà di Rapinese di richiedere una riunione di gruppo, poiché mancava il capogruppo del gruppo misto (Vincenzo Sapere era assente). Apriti cielo. Rapinese ha chiesto in base quale norma del regolamento non poteva chiedere una riunione di gruppo. L’atmosfera si è scaldata. Rapinese ha dato dell’”ignorante” a Saladino, il quale lo ha richiamato formalmente e avvisandolo che al terzo richiamo lo avrebbe fatto espellere dall’aula dai vigili presenti in sala. Rapinese ha reiterato gli appellativi poco carini arrivando a dire “brutto ignorante”. A quel punto Saldino ha chiesto ai vigili di allontanare il consigliere fuori dall’aula. Rapinese, però, è stato al suo posto per quasi dieci minuti: “Se volete portarmi fuori dovete usare le manette, io sto qui”. Alla fine è stato condotto fuori dall’aula. Ma anche una volta fuori ha gridato ripetutamente “vergogna”.
articolo a cura di quicomo.it
A questo punto c’è da chiedersi, non è meglio che vadano tutti a casa? Sono arrivati a negare il diritto di voto ad un consigliere comunale, LIBERO CITTADINO.
Solo a Como poteva accadere, quanto dobbiamo farci ancora ridicolizzare dal mondo?
Il muro, la bandiera gettata in faccia al consigliere Mottola (PD) da parte del leghista Peverelli e adesso l’allontanamento dall’aula di un consigliere comunale e ancora più grave dagli agenti della Polizia Locale. Forse qualcuno ha voluto dimenticare che Rapinese è stato votato regolarmente dai cittadini, con tanto di diritto di voto. Il segretario generale che non sa rispondere alle domande di Rapinese, risulta impreparato, ma chi ci sta governando in questa città?
Ecco integralmente l’art. 50 del REGOLAMENTO PER IL CONSIGLIO COMUNALE ED ALCUNI ARTICOLI DELLA COSTITUZIONE ITALIANA.
REGOLAMENTO PER IL CONSIGLIO COMUNALE
CAPO IV - DISCIPLINA DELLE ADUNANZE
ART. 50 - COMPORTAMENTO IN AULA
1. Nella discussione degli argomenti il Sindaco, gli Assessori e i Consiglieri Comunali hanno
il più ampio diritto di esprimere apprezzamenti, critiche, rilievi e censure solo se riguardano
atteggiamenti, opinioni o comportamenti politico-amministrativi.
2. Tale diritto è esercitato escludendo qualsiasi riferimento alla vita privata e alle qualità
personali di alcuno e va in ogni caso contenuto entro i limiti dell'educazione, della prudenza e
del civile rispetto. Non è consentito esprimere apprezzamenti che possano offendere
l'onorabilità di persone.
3. Se qualcuno turba l'ordine, pronuncia parole sconvenienti o lede i principi affermati nei
precedenti commi, il Presidente lo richiama.
4. Dopo un secondo richiamo all'ordine, fatto ad una stessa persona nella medesima
seduta senza che questa tenga conto delle osservazioni rivoltegli, il Presidente gli interdice di
parlare fino alla conclusione dell'affare in discussione. Dell’eventuale contestazione
dell’interessato, decide l’Ufficio di Presidenza.
5. Qualora lo stesso persista nell’atteggiamento, il Presidente può ordinare che venga
espulso dall’aula, previa consultazione con l’Ufficio di Presidenza.
COSTITUZIONE ITALIANA
Art. 21. Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.
La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.
Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell'autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l'indicazione dei responsabili.
In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell'autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all'autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s'intende revocato e privo di ogni effetto.
La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.
Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni.
Art. 48. Sono elettori tutti i cittadini, uomini e donne, che hanno raggiunto la maggiore età.
Il voto è personale ed eguale, libero e segreto. Il suo esercizio è dovere civico.
La legge stabilisce requisiti e modalità per l'esercizio del diritto di voto dei cittadini residenti all'estero e ne assicura l'effettività. A tal fine è istituita una circoscrizione Estero per l'elezione delle Camere, alla quale sono assegnati seggi nel numero stabilito da norma costituzionale e secondo criteri determinati dalla legge.
Il diritto di voto non può essere limitato se non per incapacità civile o per effetto di sentenza penale irrevocabile o nei casi di indegnità morale indicati dalla legge.
26/07/2011
I POPOLI DELLA POLITICA
Il sindaco Bruni va passo passo con Berlusconi, tra rimpasti, sostituzioni e sfiduce, l’ultimo a subentrare e a sedersi su quelle poltrone e Giovanni Acelti, fondatore e presidente del partito “Popolo degli Italiani”, Acelti sostituisce il dimissionario Gianluca Lombardi, fedelissimo di Bruni.
Ma chi è Acelti? Ho fatto una ricerca su facebook ed ha un bel curriculum, con questo curriculum politico non dovrebbe stare in Comune, ma dovrebbe puntare più in alto. Perché Acelti? 55 preferenze bastano? A questo punto facciamo tornare Caradonna nonostante non abbia preso molti voti è stato rimesso dal Sindaco come assessore, successivamente mandato via solo per la costruzione del muro, mentre gli altri hanno preso 15 mila euro a testa, non dimentichiamo sono soldi pubblici e, chi ha pagato? solo Caradonna.
Al Sindaco rimane solo chiamare qualcuno del Popolo Viola, dopo si che siamo al completo…VIVA I POPOLI. Credo, comunque, che il voto degli elettori va assolutamente rispettato, e questo Sindaco continua a non farlo, come non rispetta la volontà dei cittadini che ogni giorno continuano a gridare le dimissioni, come è successo a Villa Olmo alla chiusure di Boldini. Leggi l’articolo del quotidiano de “La Provincia di Como
25/05/2011
FUTURO E LIBERTA' IN PIAZZA BOLDONI CONTRO LA CASTA E L'ABOLIZIONE DELLE PROVINCIE
COMO: Ieri 23 ed oggi 24 luglio gazebo del FLI di Como in Piazza Boldoni contro la casta e abolizione delle Province. FLI come sempre comunica con i cittadini attraverso le firme, non è la prima volta che Mario Pastore ed i suoi collaboratori organizzano una raccolta firme. Quest’anno ne abbiamo viste altre, come la riapertura immediata del lago di Como.
Questa volta tocca la casta politica con i suoi assurdi costi inutili e l’abolizione delle Province. FLI vuole dimostrare che si può risparmiare senza aumentare ulteriori tasse, semplicemente solo con i tagli utili quali quelli politici. Anche perché, non sia ha più fantasia a quali nomi assurdi dare alle tasse da attribuire ai cittadini. Nelle ultime elezioni politiche, Berlusconi ebbe la fantastica idea di abolire l’ICI sulla prima casa, ma non molto presto 24 milioni di famiglie si troveranno nuovamente l’ICI sulle spalle, ovviamente hanno cambiato le modalità, come se noi cittadini italiani fossimo dei babbalucchi che non capiscono nulla, ma per fortuna, siamo un popolo intelligente ma poco coraggioso. Dopo l’ennesima presa in giro dei nostri politici sulla prima casa e sui tagli politici, com’era previsto nell’ultima manovra finanziaria, dobbiamo avere veramente il coraggio di reagire contro chi vuole spremere il cittadino onesto, cambiando questo attuale governo.
24 luglio 2011
Movida impossibile a Como
Trasloca il popolo della notte
COMO «Il sindaco ha vinto, il centro storico si è svuotato». È il commento generalizzato dei gestori e degli esercenti di bar e ristoranti della Città Murata a un mese dall'entrata in vigore dell'ordinanza che impone la chiusura a mezzanotte in settimana e all'una venerdì e sabato. A prima vista è difficile smentire questa considerazione, soprattutto se si ha ben presente il volume di persone (e, conseguentemente, di affari per i commercianti) che affollavano piazza Mazzini e via Diaz, soprattutto, scatenando l'ira funesta dei residenti sfociata, alla fine, nell'imposizione di quello che alcuni hanno voluto definire un autentico coprifuoco. Tra ricorsi al Tar e raccolte di firme incrociate, la verità è più complessa di quello che può sembrare.
Il centro, soprattutto in questi giorni estivi, è tutt'altro che deserto, almeno fino a mezzanotte. A fare le spese della serrata categorica sono soprattutto gli ignari turisti e i... "non giovani" che, magari, vorrebbero attardarsi al tavolino per qualche minuto invece di sentirsi congedare frettolosamente senza se e senza ma. Ma per disturbare e danneggiare, lo dimostra l'atto di vandalismo raccontato ieri proprio su queste pagine, non occorre essere numerosi: basta essere alticci e desiderosi di far danno. Una minoranza, potremmo definirli dei "black bloc" rispetto ai ragazzi normali che, magari, alzano solo un po' la voce. Un'esagerazione?
Anche il termine "movida" lo è, eppure si usa, a sproposito. E che fine ha fatto la famigerata "movida"? È andata a letto presto? Nossignore: con buona pace di residenti e amministratori il "problema" si è spostato, si è sparpagliato altrove attorno al perimetro ove vige l'ordinanza. Bivacchi in piazza Vittoria, attorno alla pensosa statua di Garibaldi di Vela: l'Eroe dei Due Mondi guarda in basso e sembra chiedersi "ma questa gente attorno a me cosa ci fa?". Beve, ovviamente, da bottiglie che non arrivano certo dai bar.
Altri gruppetti si radunano nella semi oscurità dei lunghi giardinetti di viale Varese, altri hanno riscoperto la facile clandestinità del Tempio Voltiano (in passato uno dei punti meno raccomandabili della Como notturna) o dello spiazzo in fondo a viale Geno, strada, questa, letteralmente costellata di ragazzi. Perfino le panchine di piazza Verdi, a un passo dall'abside del Duomo, possono servire alla bisogna di chi ha deciso di stare fuori comunque e di bere come se non ci fosse un domani (anche perché, per certi versi, è così: le scuole sono chiuse). Lo dimostrano quei fornai aperti che vengono letteralmente presi d'assalto da una folla dopo le 3.
fonte: La Provincia di Como
LA TUA PUBBLICITA' 180X150 PX
LA TUA PUBBLICITA'
380x200 px
I migliori Blog