
ANNO 2010
Alberto Arrighi ha scritto un libro sul carcere e il Comune gli ha dato il patrocinio. Scoppia la polemica
L'uomo si trova al bassone per avere decapitato e occultato il corpo del benzinaio Giacomo Brambilla
Alberto Arrighi, il negoziante di armi che quasi un anno fa ha sparato e decapitato il corpo del benzinaio comasco Giacomo Brambilla, ha scritto un libro sul carcere insieme al suo compagno di cella Carlo Avallone e alla responsabile del centro stampa del carcere Bassone di Como, Patrizia Colombo. Mercoledì 9 dicembre verrà presentato alla biblioteca comunale. Il Comune ha deciso di concedere il patrocinio all ‘evento. continua
Le reazioni – Questo ha fatto scattare dure reazioni, innanzitutto da parte della famiglia di Brambilla che si è affidata al commento dei propri legali Anna Maria Restuccia e Fabio Gualdi. Commento riportato riportato anche sul sito internet de La Provincia: “Di fronte al plauso e al rilievo che viene dato ad Arrighi la famiglia della vittima è attonita. Riteniamo che all’autore del delitto nessuno spazio dovrebbe essere concesso, non fosse altro che per le modalità efferate con cui è stato compiuto il delitto. È un’iniziativa che prova il forte decadimento di valori all’interno della città. Avremmo valutato altre iniziative, in fase di esecuzione della condanna e nel rispetto di quello che è il senso rieducativo della stessa pena, ma non ora, in una fase cautelare”. “Ci chiediamo quale sia il senso civico di questa iniziativa, in quale modo e in quale misura sia diretta all’ordine e all’equilibrio della comunità», ripetono i legali della vedova: «La presentazione del libro – aggiunge l’avvocato Restuccia – è celebrativa ed è oltremodo fuori luogo. Non mi pare che questo signore nella sua vita civile abbia fatto qualcosa di rilevante. È anche di cattivo esempio per le giovani generazioni”. Patrizia Colombo ha voluto precisare che non si tratta di un libro su Arrighi o su quello che ha fatto, ma è un libro sulla vita nel carcere.
Il sindaco – Il sindaco di Como Stefano, giustifica con poche parole la decisione di concedere il patrocinio: «Arrighi resta sempre una persona. Ci hanno chiesto il patrocinio e l’abbiamo concesso». Ma c’è chi non può fare a meno di ricordare quando il Comune si rifiutò di concedere il patrocinio a un incontro sulla legalità con l’ex magistrato della procura di Milano Gherardo Colombo.
fonte: quicomo.it
CONSIGLIO COMUNALE MENEFREGHISTA
Ieri durante il consiglio comunale si è parlato di risparmi e tagli ai gettoni ai vari consiglieri. Ogni consigliere prende circa € 66,00 lorde, si discuteva dei tagli, infatti è approvato l’assestamento di bilancio, taglio del 25% per i costi del consiglio comunale.
Bocciato l'emendamento per spostare 30mila euro dalle grandi mostre all'acquisto di mezzi spalaneve. Durante il consiglio si notava che alcuni consiglieri parlavano di tutto, tranne dell’ordine del giorno. Un consigliere dell’opposi
zione, andava in giro a dare i risultati della partita Real Madrid - Barcellona, con tanto di computer e collegato sul sito internet “La Repubblica”. Altro consigliere donna invece, era collegata su facebook, controllandosi le foto del matrimonio, perché tutti dovevano sapere che la ragazza si è sposata da poco. Il sindaco è sparito per metà consiglio, chiuso altrove per vedersi la partita. Il consigliere Supino infatti, gli fece presente, anzi, gli ricordò che lo stesso è il sindaco e che si stava parlando di denaro. Altri consigliere della maggioranza, erano seduti nei posti dove solitamente siede il pubblico. Questo giochetto era semplicemente per astenersi ai vari voti. Adesso facciamo quattro calcoli, € 66,00 circa lorde x 8 sedute al mese = € 528,00 per ogni consigliere x 41 consiglieri circa = € 21.648,00 al mese. Tanto costa ai cittadini ogni mese la cronaca sportiva, la chattata su facebook, le chiacchierate con il pubblico divincolandosi dal voto. CHI HA ANCORA IL CORAGGIO DI VOTARLI? Qui non si tratta più di destra o di sinistra, qui si tratta di fare i fatti propri con i soldi pubblici. In tanto la città cade a pezzi e noi assistiamo agli accordi presi per no fare cadere il sindaco e tutti i suoi amici di destra che di sinistra. Purtroppo, non posso fare i nomi, poiché non siamo in possesso di filmati o foto che possano dimostrare quanto decritto.
AVANTI COSI’…siamo alla rovina e intanto chattiamo su facebook, diamo i risultati delle partite e continuiamo a fregarcene. Tutto ciò con il collegamento wireless del comune di Como e con i nostri soldi.
30 novembre 2010
Il vicesindaco Ezia Molinari non è in pericolo di vita
Dopo l'ictus le condizioni restano serie ma stazionarie. Ottimismo crescente
Le ultime notizie trapelate dall’ospedale Sant’Anna di Como parlano di una situazione ancora grave, ma stazionaria. Cosa più importante, però, è che il vicesindaco di Como Ezia Molinari, ricoverata nella notte tra domenica e lunedì scorsi a causa di un ictus, non è in pericolo di vita. Tuttavia i medici non rilasciano dichiarazioni in merito al suo quadro clinico poiché si attendono i prossimi giorni per capire meglio quanto grave sia stato il malore che l’ha colpita. E’ sembrato, però, di capire che ci sia un ottimismo crescente.
In città, e soprattutto in Comune, c’è molta apprensione per la sua situazione. Anche QuiComo si unisce alle tante manifestazioni di affetto e incoraggiamento per il vicesindaco per augurare a lei e alla sua famiglia di potere superare al meglio questo momento di grande difficoltà.
fonte: quicomo.it
27 NOVEMBRE 2010 "COLLETTA ALIMENTARE 2010"
Il 27 novembre 2010 partecipa anche alla Giornata Nazionale della Colletta Alimentare!
Dal 1997 coinvolge la società civile al problema della povertà attraverso l’invito a un gesto concreto di gratuità e di condivisione: fai la spesa per la tua famiglia? Falla anche per chi ha bisogno. Presso una fittissima rete di supermercati puoi donare parte della propria spesa per rispondere al bisogno di quanti vivono nella povertà.
La giornata è organizzata dalla Fondazione Banco Alimentare Onlus e dalla Compagnia delle Opere con il patrocinio del Comune di Como. Ecco l’elenco dei punti vendita di Como aderenti alla Colletta alimentare 201009: Bennet Tavernola; Coop Albate, Rebbio, Carrefour;via Varesina, v.le G. Cesare, via Recchi, v.le Innocenzo XI; Esselunga Como; Granmercato Como via D’Annunzio, via Viganò, Sagnio; LD Market via Anzani, via D’Annunzio, v.le Innocenzo XI, via Paoli; Billa piazza Boldoni.
VECHIO SANT'ANNA "DESERTO" ANCORA PER MESI
Proteste degli utenti costretti talvolta ad attendere i medici completamente soli
Cinque livelli su nove completamente deserti, bui e con le porte sbarrate. Ormai da due mesi, il monoblocco del vecchio Sant’Anna, soprattutto nelle ore pomeridiane, si presenta come un gigantesco palazzone pressoché vuoto e, a tratti, addirittura spettrale.
Una situazione che crea notevoli disagi ai pazienti che giungono in via Napoleona per effettuare una visita privata e spesso si trovano costretti a vagare soli tra corridoi, androni e scale di un edificio che tutto sembra fuorché un presidio sanitario.
Attualmente, la gran parte del palazzone, per decenni cuore pulsante del Sant’Anna, è vuota e inutilizzata.
Dal momento del trasferimento dell’ospedale a San Fermo della Battaglia è scattato un progetto di accorpamento dei servizi sanitari mantenuti in via Napoleona, un piano che tuttavia non sarà completato prima della prossima primavera.
Nel frattempo, i medici dell’azienda ospedaliera che effettuano la libera professione intramoenia - ovvero visite private ma all’interno di una struttura ospedaliera pubblica - hanno ottenuto l’autorizzazione a lavorare nel vecchio presidio. Questo però si è tradotto in una situazione di notevole disagio per numerosi pazienti che, una volta arrivati in via Napoleona per la visita fissata, si trovano costretti a camminare tra scaloni deserti, corridoi bui e ambulatori vuoti.
Addirittura, accade che l’utente, arrivando prima dello specialista, si trovi completamente solo al piano indicato al momento della prenotazione.
«La libera professione può essere effettuata nel nuovo Sant’Anna come nel vecchio», precisa Laura Chiappa, direttore sanitario dell’azienda ospedaliera Sant’Anna.
«Il medico sceglie il luogo ma l’autorizzazione giunge dalla direzione», dice Gianvicenzo Melfa, segretario del sindacato dei medici ospedalieri.
«Per quanto riguarda il fatto di non trovare personale infermieristico o amministrativo al momento dell’arrivo in ospedale - prosegue Laura Chiappa - anche questa è una scelta che compete soltanto al medico. Se lo desidera, il professionista può avvalersi della collaborazione di altre figure professionali, naturalmente pagando il servizio. Diversamente lavora da solo e deve gestirsi autonomamente i pazienti». Il monoblocco, precisano i vertici del Sant’Anna, non rimarrà vuoto a lungo.
«Il piano di accorpamento dei servizi sta procedendo secondo i programmi - assicura Laura Chiappa - Questo significa che già entro il mese di dicembre sposteremo nella struttura buona parte dei settori attualmente “disseminati” in diversi padiglioni del comparto. Per fare un esempio, nelle prossime settimane sistemeremo tutto il sesto piano portando a quel livello il pre-ricovero e il blocco di allergologia, che attualmente è collocato in un vecchio padiglione ormai deserto. L’accorpamento sarà portato a termine entro la prossima primavera - aggiunge Laura Chiappa - L’unica eccezione riguarda la dialisi, attualmente ospitata nel padiglione G.B. Grassi. Lo spostamento di questo settore specifico, infatti, richiede un grosso intervento strutturale che non potrà essere terminato prima di un anno».
Nelle prossime settimane partiranno anche i lavori di ristrutturazione del monoblocco, un progetto da 5 milioni di euro già finanziato dalla Regione Lombardia.
«Si tratta di adeguamenti alle normative che non ostacoleranno lo svolgimento delle attività sanitarie e neppure il piano di accorpamento - conclude la direttrice sanitaria del Sant’Anna - Abbiamo lavorato in modo da favorire il più possibile i pazienti. Nei primi giorni si notava un po’ di smarrimento, ora via Napoleona sta assumendo i contorni di una situazione chiara e delineata».
fonte: corriere di como
«Dal 2011 niente lettere e raccomandate di sabato in città»
Il caso. Al posto di 156 portalettere lavoreranno tre operatori che si occupano di altri servizi. A rischio anche la consegna di giornali e riviste
Per effetto della liberalizzazione a partire da metà febbraio scatterà la settimana corta dei postini
(a.bam.) Un San Valentino senza lettere d’amore. Il prossimo 14 febbraio partirà una rivoluzione delle Poste in città: i portalettere non lavoreranno più di sabato, e si teme che questa rivoluzione - legata alla liberalizzazione del mercato postale - possa provocare numerosi disagi alla cittadinanza, con il rischio che non vengano nemmeno recapitati giornali e riviste.
Su Como, terra di confine, le Poste nazionali potrebbe anche subire la concorrenza delle Poste Svizzere, nonostante l’azienda elvetica non si sia mai ufficialmente dichiarata interessata al mercato italiano. Intanto a Bregnano, in via Milano 72, ha sede da anni Ex-T srl, agenzia concessionaria di Swiss Post International per le province di Como, Lecco, Sondrio, Varese e Monza Brianza.
L’argomento della liberalizzazione è stato affrontato ieri pomeriggio, nel corso del convegno “Poste, quale futuro per Como?”, organizzato all’hotel Continental dalla Cgil lariana.
Il sindacato propone alle Poste una serie di iniziative da attuare in provincia di Como, perché dall’inizio del 2011 - in seguito a una direttiva europea - il mercato verrà liberalizzato.
Il timore è che, senza un’adeguata controffensiva, le Poste possano perdere terreno nei confronti dei concorrenti privati.
Da parte sua, la società Poste Italiane ha già presentato alle parti sociali un piano di riorganizzazione che, a Como città, dovrebbe - usare il condizionale è d’obbligo, poiché la data non è ancora certa - partire dal 14 febbraio prossimo. «Questo piano - ha detto ieri Marco Di Vico, coordinatore del settore Poste per la Slc Cgil di Como - prevede l’introduzione della settimana corta per i postini, che lavoreranno dal lunedì al venerdì. Al posto di 156 portalettere, il sabato, in città lavoreranno tre operatori Asi, ovvero personale che si occupa di altri servizi. Il sabato, dunque, sarà a rischio la consegna di quotidiani, lettere, contrassegni, atti giudiziari, telegrammi e raccomandate estere».
Le proposte del sindacato per il territorio lariano arriveranno oggi sul tavolo dell’azienda. L’obiettivo è aumentare l’efficienza del servizio, per evitare che dal 2011 le Poste si facciano schiacciare dalla concorrenza e si trovino quindi costrette a tagliare personale. Viene suggerito, innanzitutto, di sperimentare il servizio “R1città” per le raccomandate inviate da Como per Como. Oggi queste raccomandate - 300 al giorno - partono da Como, vengono smistate a Milano Roserio e poi tornano a Como: la Cgil propone di gestire l’intero servizio in città, evitando il passaggio milanese. In questo modo si potrebbe spedire fino alle 19 e avere la certezza del recapito l’indomani mattina. Evitando il viaggio a Milano, si abbatterebbero i costi del 50%, consentendo così a Poste Italiane di applicare tariffe più favorevoli.
Per le raccomandate “inesitate”, quelle cioè non consegnate al primo colpo che vengono riconsegnate agli sportelli di Como-Centro, il sindacato propone all’azienda di aprire uno sportello dedicato in via Bossi, presso l’ex ufficio telegrammi.
Poste Italiane dovranno poi stare attente a non perdere i cosiddetti grandi clienti, come le aziende importanti o gli studi professionali. Imprese che, in un mercato liberalizzato, potrebbero scegliere altri operatori.
«Nel progetto di riorganizzazione il personale di accettazione dei grandi clienti viene ridotto di due terzi, con la chiusura alle 17 e di sabato mattina. In questo modo, rischiamo di perdere clienti molto importanti». Le Poste hanno presentato un piano di riorganizzazione nazionale per restare competitive pure nel mercato liberalizzato, mentre il sindacato chiede anche una soluzione cucita addosso al Lario. Molti operatori privati sembrano pronti a lanciarsi sul mercato postale dal 2011, addirittura con postini extracomunitari senza contratto, pagati 10 centesimi a “pezzo” consegnato.
Secondo Leonardo Palmisano, segretario comasco della Cisl Poste, le problematiche relative alla liberalizzazione erano già note da tempo. «Se ne discuteva già negli anni passati, noi stessi avevamo affrontato il tema dell’efficienza delle Poste nel 2001 e 2003. Già allora, il ministro Gasparri ci fece chiaramente capire che l’azienda non era più il vecchio carrozzone statale, ma che doveva diventare una realtà efficiente con un bilancio oculato. Ci tengo a precisare – conclude Palmisano – che il piano di riorganizzazione è stato siglato da tutti i sindacati presenti nel settore, Cgil compresa, nel luglio di quest’anno. E è poi stato ratificato anche a livello regionale, sempre alla presenza anche della Camera del Lavoro».
fonte:corriere di como
INCREDIBILE, IL VOTO DI SFIDUCIA SLITTA ALLA PROSSIMA SETTIMANA
I lunghi interventi dei consiglieri intervenuti, hanno fatto slittare il voto di fiducia alla settimana prossima. Buono legge i 14 punti al sindaco e pretende delle risposte immediate, altrimenti voteranno la sfiducia. A fine serata il sindaco interviene dicendo che non può dare delle risposte immediate ai punti presentati da “Autonomia Liberal per Como”. Rapinese alle 23.45 circa chiede di votare ad oltranza, per finire questo strazio e spreco di denaro pubblico, ma la maggioranza, compreso Buono ed Arcellaschi (escluso Bottone, Lionetti, Frigerio, e Anzi) votano per non proseguire, chissà cosa ci riservano ancora questi politici indecisi da quale parte stare. Forza e coraggio come diceva Totò “ E IO PAGO”.
11 Novembre, 2010
BRUNI SEI STATO NOMINATO
Ultimi giorni per il sindaco di Como Stefano Bruni, questa sera un consiglio comunale animato offensivo e piene di accuse. Il capogruppo del Pd, Mario Lucini, ha presentato la mozione: "La città sta andando in rovina, umiliata dalla decadenza amministrativa e dai patetici pellegrinaggi a Milano" e ha chiesto le dimissioni. Vincenzo Sapere (Gruppo Misto) chiede al sindaco di intervenire. "Ci si accorge che c'è un sindaco dopo 3 anni e mezzo".
RAPINESE CONTRO TUTTI...
Ore 21.00 circa inizia la manifestazione organizzata da Alessandro Rapinese "BRUNI GO HOME", in tanti gridano sfilando per il centro "BRUNI A CASA". Alle ore 23.00 circa Rapinese prende la parola e con toni quasi offensivi nei confronti del sindaco Bruni costringe il sindaco a lasciare l'aula seguito dai suoi consiglieri. Rimangono i cosiddetti ribelli che se la ridono. Il presidente del consiglio comunale Mario Pastore e costretto a riprendere Rapinese più volte togliendogli quasi la parola. Le parole di Rapinese sono state dure nei confronti del sindaco Bruni: “Quello che vedo è un ragazzo con pochi capelli”, “Lei è stato abituato male da piccolo”, nei confronti del consigliere Corengia dopo che ha lasciato l'aula anch'esso: “Non se ne vada anche lei, ci dica dove lavora la sua fidanzata!” e per ultimo nei confronti di Tullio Saccenti: “Qualcuno mi spieghi perché Saccenti è capo di gabinetto!”. Parla del controllo dei media comaschi da parte di Butti come: il quotidiano de "La Provincia di Como", "Corriere di Como" e soprattutto di Espansione TV. A questo punto Pastore sospende la seduto che verrà aggiornata giovedì 11 novembre. Mentre Rapinese usciva dall’aula si notava un diverbio con un giornalista.
OBBLIGO DI CATENE O PEUMATICI INVERNALI IN CASO DI NEVE
E’ stata firmata oggi in prefettura l’ordinanza dell’obbligo di tenere le catene da neve o di circolare con i pneumatici invernali. L’ordinanza sarà in vigore dal 15 novembre fino al 31 marzo 2011. Tale obbligo avrà validità anche oltre il periodo previsto in caso di ulteriori nevicate . La polizia locale controllerò se tutti i cittadini rispettino l’ordinanza, in caso contrario il cittadino sarà sanzionato con una contestazione di € 38,00.
«Quest’anno ci siamo mossi con anticipo – spiega l’assessore provinciale alla Viabilità, Pietro Cinquesanti – in modo che i cittadini abbiano il tempo di attrezzarsi. I controlli circa il rispetto dell’ordinanza potranno essere svolti da qualunque forza dell’ordine (polizia locale, provinciale, stradale e carabinieri) e chi venisse trovato alla guida senza pneumatici da neve o catene nel bagagliaio rischia una multa di 74 euro. Inoltre, abbiamo interpellato il Prefetto affinché solleciti tutti i sindaci ad adottare ordinanze simili sulle strade comunali».
"AUTONOMIA LIBERALE PER COMO" ULTIMATUM AL SINDACO "BRUNI"
"Autonomia Liberale per Como“ hanno presentato al sindaco un documento dove vengono illustrati alcuni punti importanti, come il taglio di 3 assessori e altre misure per ridurre le spese, come il dimezzamento del compenso del city manager, l'abolizione della figura del portavoce e lo stop alla pubblicazione del giornale comunale “Il cittadino”, il sindaco ha tempo fino a lunedì per pronunciarsi. «Abbiamo sottoposto al sindaco una serie di punti, vedremo quali saranno le sue valutazioni - ha spiegato Frigerio - e poi faremo una riunione di gruppo per decidere come comportarci». «Si tratta di richieste inderogabili - ha aggiunto Lionetti - e tutte volte al risparmio. Non possiamo più sentirci dire che mancano i soldi per gli asfalti, quando si sperperano risorse in tutti i modi. Inoltre ho chiesto ancora una volta l'acquisizione delle quote della società Politeama rimaste in mano ai privati, dando subito un acconto». (dichiarazioni tratti dal quotidiano de “La Provincia di Como”), lunedì sera si aprirà in Comune la discussione per la sfiducia del sindaco.
"AUTONOMIA LIBERALE PER COMO" IL NUOVO GRUPPO FORMATO DA 7 CONSIGLIRI COMUNALI
Finalmente qualcuno che ha avuto il coraggio di contrastare il Sindaco Bruni e di guardare la realtà, devo fare i complimenti ai cosiddetti ribelli del PDL, che hanno fondato un nuovo gruppo politico denominato “Autonomia liberale per Como”, 7 consiglieri, Piercarlo Frigerio (capogruppo), Pasquale Buono (vice), Mario Pastore, Arturo Arcellaschi e Andrea Anzi, oltre agli ex «Liberi per Como» Emanuele Lionetti (indicato come portavoce) e Luigi Bottone. Speriamo che questi 7 consiglieri faranno meglio, anzi sicuramente. Il successore di Bruni avrà una bel problema da gestire, o meglio da recuperare, questa città sarà da ribaltare. Bisognerebbe licenziare tutti i tecnici che finora hanno collaborato con Bruni, dovranno restituirci il premio regalato dal Sindaco, che poi sono soldi pubblici, ancora spesi male. In ogni modo, ci auspichiamo che questi ribelli facciano veramente qualcosa per salvare quel poco che è rimasto di questa città. A breve presenteranno un documento dove il Sindaco debba veramente decidere cosa fare, attenersi al documento o dimettersi definitivamente.
foto: La Provincia di Como
RAPINESE TORNA ALL'ATTACCO CONTRO IL SINDACO BRUNI
8 novembre 2010 dalle ore 21.00 sotto la finestra del Consiglio Comunale di Como, Alessandro Rapinese torna a chiedere con i suoi fedelissimi che il Sindaco Bruni si dimetta. Anche alcuni degl esponenti della PDL chiedono la stessa cosa, ora non lo vuole più nessuno, per l'ennesima volta le chiediamo di dimettersi. Fra un pò cambieranno anche il nome a questa città "IL DORMITORIO", ecco cosa ha fatto, oltre che creare un vero e proprio cantiere è riuscito a fare di questa città un DORMITOIO.
CARO SINDACO VADA A RIPOSARE ALTROVE E NON A COMO.
Toni
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